MACCHINE AGRICOLE E TRANSIZIONE DIGITALE…OLTRE IL CREDITO DI IMPOSTA DI INDUSTRIA 4.0


Il così detto 4.0 ha aperto una porta strategica coinvolgendo in modo trasversale aziende agricole, costruttori, terzisti, e partner tecnici inediti come software house, produttori di droni, intelligenza artificiale e tanto altro, richiamati nella filiera esistente ma di fatto ampliandola con nuovi servizi e tecnologie.


In questo contesto il nodo centrale, da sempre sentito in agricoltura, è la gestione di dati e informazioni prodotte e usate dalle nuove tecnologie, dove ora più che mai i dati sono vero ossigeno per le aziende. Nel mercato globale, i margini ridotti, le difficoltà legislative, la protezione ambientale, l’uso razionale di mezzi tecnici e risorse come l’energia o l’acqua, sono fattori su cui ogni attore coinvolto non può sottrarsi a conoscere nel dettaglio per cercare la più elevata efficienza nella pratica agricola. Ecco quindi che il concetto di “si migliora solo quello che si misura” coniato molto tempo fa da Lord William Thomson Kelvin rimane attuale più che mai.


In tale ottica pertanto rientrano numerosi elementi tecnici e normativi su cui adottare misurazioni e calcoli per produrre o estrarre informazioni in una logica circolare dove la macchina o il sistema che misura parametri di campo, ad esempio, sono forniti ad un database da usare come archivio storico ma anche con opportune elaborazioni e algoritmi trasformarsi in dati e informazioni da usare in campo per eseguire regolazioni, scegliere il momento di intervento o evitare errori di impiego piuttosto che prevedere situazioni.


Qualche esempio in merito:

  • misurare gli ettari/ora lavorati sono dati da elaborare utili a: prevedere tempi di lavoro e tariffe, monitorare l’usura di utensili e prevedere la manutenzione con risvolti sulla gestione dei ricambi;

  • misurare parametri come azoto e potassio direttamente consente di: creare mappe di concimazione, modulare le dose di seme, correlare l’evoluzione di patologie e prevederne l’insorgenza;

  • monitorare le performance di macchinari sia trattori, impianti e attrezzature per ottimizzarne la progettazione e l’evoluzione, pianificare i service con più precisione e anticipo, aiutare i concessionari;

  • rilevare con sensori spettrali lo stato idrico delle colture per: ottimizzare tempi e tassi di irrigazione, adattare le dosi d’acqua all’evoluzione in diverse aree degli appezzamenti secondo la logica della Precision Farming.

Dicevamo quindi misurazioni con rilievo istantaneo in telemetria dove il dato archiviato, ed elaborato diventa un informazione da sfruttare in campo per gestire e ottimizzare le performance delle macchine in modo continuo, istantaneo e razionale. Del resto facendo un parallelo, non è nient’altro che quello che già l’uomo fa quando usa uno strumento manuale: si adatta al suo utilizzo migliorando nel tempo lo stesso impiego….solo che invece che usare le sensazioni, lo si fa in modo più preciso grazie a sensori e intelligenza artificiale.


Tutto questo è possibile e lo realizziamo già da oggi per voi addetti ai lavori, agronomi, agricoltori, conto-terzisti, ingegneri, amministratori e tutti quanti sono coinvolti in tale filiera.


Testo scritto ed elaborato da Mattia Trevini di Agroingegno in collaborazione con Gizero ( Sandro Rizzato)

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